Encyclopedie Ou Dictionnaire Raisonne Des Sciences, Des Arts Et Des Metiers: Parl – Pol, Volume 12… PDF

Encyclopedie de D’Alembert et Diderot – Premiere Page – ENC 1-NA5. Essa rappresenta un importante punto di arrivo di un lungo percorso teso a creare un compendio universale del sapere, nonché encyclopedie Ou Dictionnaire Raisonne Des Sciences, Des Arts Et Des Metiers: Parl – Pol, Volume 12… PDF primo esempio di moderna enciclopedia di larga diffusione e successo, cui guarderanno e si ispireranno nella struttura quelle successive.


La sua introduzione, il Discorso Preliminare, è considerata un’importante esposizione degli ideali dell’Illuminismo, nel quale viene altresì esplicitato l’intento dell’opera di incidere profondamente sul modo di pensare e sulla cultura del tempo. L’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert rappresentò il prototipo per eccellenza cui richiamarsi per quanti intrapresero in seguito la compilazione di opere enciclopediche e fu il punto di arrivo più completo e significativo di un percorso di ricerca sviluppatosi sin dal XVII e proseguito nella prima metà del XVIII secolo. Nel 1739, un anno prima della sua morte, Chambers rifiutò l’offerta di pubblicare in Francia un’edizione tradotta della sua Cyclopaedia, da dedicare a Luigi XV. Stando invece a quanto riferito da altre fonti, la traduzione sarebbe stata conclusa dal Mills e dal Sellius tra il 1743 e il 1745 e offerta dai due a Le Breton, il quale avrebbe ottenuto per sé il permesso di pubblicazione ed il privilegio reale nel febbraio del 1745. Le Breton, una volta rotti definitivamente i rapporti con Mills e Sellius, e non essendo in grado di curare aggiornamento e correzione della traduzione personalmente, nel 1745 ne affidò l’incarico all’abate e matematico Jean Paul de Gua de Malves. 16 ottobre 1747: Jean Paul de Gua de Malves, cui era stato affidato in origine, rinuncia all’incarico di direzione del progetto di redazione dell’Encyclopédie, che viene ufficialmente affidato a Diderot e D’Alembert, che sino a quel momento era occupato come semplice revisore delle voci scientifiche tradotte da Diderot e da altri collaboratori. Gennaio 1752: viene pubblicato il tomo secondo.

I Gesuiti, frattanto, ottengono la proibizione dei tomi primo e secondo. Febbraio 1752, Il Consiglio di Stato del Regno di Francia vieta di vendere, di comprare o di detenere l’Encyclopédie. Novembre 1753: pubblicazione del tomo terzo. Novembre 1755: pubblicazione del tomo quinto. 8 marzo 1759: Soppressione del privilegio di stampa concesso all’Encyclopédie a seguito dei sommovimenti sociali causati dalla pubblicazione de De l’esprit di Helvetius. Settembre 1759: Malherbes ottiene di aggirare la soppressione del privilegio di stampa ottenendo il permesso di pubblicare dei volumi di tavole.

La redazione e la pubblicazione del testo proseguono clandestinamente. 1762: mutazione degli equilibri politici: un decreto del Parlamento di Francia dispone l’espulsione dei Gesuiti. 1764: Diderot scopre episodi di censura esercitati sui testi dell’Encyclopédie dal suo stesso editore, Le Breton. 1765: Diderot conduce a termine il suo lavoro di redazione e di supervisione.

Vengono distribuiti gli ultimi dieci volumi. Le Breton passa una settimana nella prigione della Bastiglia con l’accusa di avere inviato clandestinamente a Versailles alcuni esemplari dell’Encyclopédie. 1770-1778: un lungo conflitto giuridico vede opposti Diderot, Pierre-Joseph Luneau de Boisjermain e gli editori dell’Encyclopédie a proposito del mancato rispetto degli impegni editoriali assunti nel Prospectus. 1772: Gli ultimi due volumi di tavole vengono pubblicati senza difficoltà. Al fine di portare avanti il loro progetto, Diderot e d’Alembert, che sarà condirettore sino al 1759, si circondano di una « società di letterati », visitano gli studi letterari allora in piena fioritura, seguono i lavori d’edizione e, in parte, anche quelli di commercializzazione. L’Encyclopédie è anche un’opera militante che si propone di sommuovere tutto, senza eccezioni e senza riguardi, e per ottenere tale scopo, Diderot dovrà lottare contro la censura.

I Gesuiti rimproverano alla tesi dell’abate Prades di contenere delle proposizioni eretiche e riescono ad organizzare un autodafé. Madame de Pompadour, favorita di Luigi XV, appoggia Diderot. All’originale seguirono rapidamente riedizioni, adattamenti e copie non autorizzate. Così, sebbene la prima edizione fosse stata tirata in 4.

225 esemplari, se ne contano quasi 24. 000 tra tutte le diverse edizioni vendute all’epoca della Rivoluzione francese. A cura di Panckouche furono pubblicate prima il Tableau encyclopédique et méthodique e successivamente il monumentale progetto enciclopedico Encyclopédie Méthodique, evoluzione di quella di Diderot e d’Alembert. L’opera, per i tempi di enorme portata, occupò circa mille operai nell’arco di 24 anni. 250 sottoscrittori per una tiratura di 4. XVIII secolo, una tiratura normale non andava oltre i 1.

Visto l’elevato prezzo d’acquisto, si può supporre che il lettore tipico dell’opera facesse parte della classe borghese, dell’esercito, dell’amministrazione statale o della Chiesa. Dal momento che i salotti di lettura si moltiplicavano, è possibile ipotizzare l’opera sia stata consultata da un pubblico significativamente più esteso di quello costituito dai diretti acquirenti. Il temporaneo divieto imposto alla diffusione dei tomi primo e secondo, lungi dalle intenzioni dei censori, accese la curiosità del pubblico attorno all’opera, stimolando proprio in quel periodo più di 4. In conclusione, l’impresa fu un vero successo editoriale: per 1. 000 lire spese, ne furono guadagnate 2. L’edizione di Livorno fu curata dall’Abate Michelangiolo Serafini e da Filippo Gonnella, col beneplacito del Granduca Pietro Leopoldo di Toscana. Nel secolo dei lumi che pone le basi del pensiero moderno, l’evoluzione del pensiero è legata all’evoluzione dei costumi.

I racconti di viaggi, per esempio quelli di Bougainville, incitano al confronto fra le diverse forme di civiltà: l’etica e gli usi si dimostrano relativi nello spazio e nel tempo. Si impongono nella società nuovi valori: la natura che determina il divenire dell’uomo, il benessere in terra che diventa uno scopo, il progresso per cui tutte le epoche si sforzano di realizzare il massimo benessere collettivo. Contemporaneamente l’ateismo, che debutta ufficialmente come una posizione sociale, viene perseguito dalla legge e può comportare la condanna a morte. Questo sviluppo si ispira allo spirito scientifico. Il metodo sperimentale, applicato a questioni filosofiche, conduce all’empirismo, per il quale tutta la nostra conoscenza deriva, in via più o meno diretta, dall’esperienza dei sensi, senza intervento dello spirito. Inoltre, lo spirito scientifico manifesta un suo carattere enciclopedico: nel XVIII secolo non si specializza, ma tocca tutti i domini della conoscenza, dalla scienza alla filosofia, dall’arte, alla politica e alla religione. Si spiega così la produzione di dizionari e di altre opere letterarie generaliste che caratterizzano questo secolo, e di cui l’Encyclopédie è l’esempio forse meglio rappresentativo.

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